Adriana Albertini

Adriana Albertini

Scultura

Forse c’era un fruttivendolo, qui. Adriana Albertini non può saperlo, ma decide di rianimare questi locali chiusi da tempo, riportandoli a una loro possibile destinazione d’uso precedente.
La catasta di cassette di ceramica invetriata raccoglie le storie che qui si sono svolte. I listelli che si susseguono con il vuoto hanno sicuramente fatto cadere qualche ricordo, solo i più ingombranti possono essere riposti negli Emotion containers della ceramista, che virano nel verde, nel blu e nel nero attraverso l’ossido di rame che utilizza per invetriare. Nel dialogo tra interno ed esterno si inseriscono gli Abstract trees, sintesi degli anelli concentrici che si contano per riconoscere l’età delle conifere che ricoprono le montagne intorno a Edolo, appena fuori da quello che avrebbe potuto essere un fruttivendolo.

Adriana Albertini (1972) vive e lavora in Franciacorta. Da oltre vent’anni inventa forme secondo l’antica tecnica della ceramica. Nel suo lavoro fantasia, eleganza, equilibrio, ricerca della perfezione danno corpo a visioni interiori che prendono forma di città astratte e labirinti, di totem e di vasi, di petali di fiori e di parole, di case dell’anima dove il gesto artistico si impasta con il rigore e la funzionalità del design. Sue mostre sono state ospitate in spazi pubblici e privati tra Brescia, Milano, Prato, Roma e Parigi. Segue personalmente tutte le fasi: dalla modellazione fino all’uso degli ossidi e degli smalti.