Julia Krahn

Julia Krahn

Fotografia

Petticoat è un lavoro sull’immigrazione. La protagonista è l’artista stessa: il suo corpo è in una posa in bilico tra la Madonna della Misericordia e la Madonna dell’Umiltà. Il canto che Krahn intona nella sua lingua natia è un atto penitenziale della tradizione cristiana. Il testo descrive il turbamento di Maria incinta, che deve attraversare un bosco di spine. È un canto di dolore e speranza, un omaggio alle madri e ai rifugiati che approdano in Europa. Al termine del canto l’artista alza la gonna, le colombe, simbolo sacrificale per eccellenza, rinunciano alla protezione del suo lungo vestito e, intimorite, talvolta macchiate di sangue a ricordo della sofferenza subita dall’uomo, si librano nell’aria finalmente libere.

Julia Krahn (1978) nasce a Jülich, in Germania; vive a Milano, dove si trasferisce per dedicarsi all’arte, abbandonando gli studi di medicina. Nel 2015 ha esposto al Landesmuseum (Hannover), al Lento Kunstmuseum (Linz), a Castelvecchio (Verona), alla Fondazione Stelline e al Museo Diocesano (Milano), pubblicando JULIA KRAHN- The Last Supper. Nel 2016 presenta il progetto SchönerHeit, con un tour di mostre personali in Germania.