Marco Pariani

Marco Pariani

“Egoismo, routine, comodità, credo religioso, status symbol, usanze tramandate, sono solo alcune delle parole chiave che utilizzo per creare cicli di opere”. Marco Pariani è un pittore informale, certamente, ma non astratto. E non solo per la possibilità di rintracciare nei suoi dipinti forme note di oggetti o ambienti, ma perché a emergere prepotente sulla tela è la trama di una vita vissuta, riconoscibile come sua e nostra. Il lavoro che presenta è un’installazione complessiva fatta di grandi tele ma anche di tessuti che si arrampicano sulla parete per affrontare il tema della routine al centro oggi della sua ricerca. L’abitudine è un gesto inconsapevole ma non passivo, in cui anneghiamo vizzi e virtù, squallori che forse non dovremmo accettare e bagliori che dovremmo ricominciare a guardare.

Marco Pariani nasce nel 1986 a Busto Arsizio. Successiva al diploma artistico l’iscrizione all’accademia di belle arti di Brera. Inizia la sua carriera espositiva nel 2008, quando partecipa alle collettive milanesi “Art of Football” e 12 artisti per una stanza”, seguite dalla “Biennale Arte Giovani” di Bologna. Il 2009 inizia nel segno d’altre importanti iniziative milanesi. Il 2010 è l’anno della personale al Golf Club di Monticello a Cassina Rizzardi (Co) e delle collettive “Arcipelago 7” a Cremona e “Message out a bottle” presso la galleria Spazio in mostra di Milano. Nello stesso anno sperimenta la dimensione del design collaborando con la Alessi. La tavolozza dai forti contrasti, lo stile inconfondibile, il linguaggio in biblico tra pop art, espressionismo e street art rendono la ricerca di Marco Pariani personale e interessante, ricca di spunti di riflessione per chi abbia voglia di fermarsi un attimo a considerare le sorti della società contemporanea, a partire dalla propria dimensione personale.